Il concordato preventivo consente all’impresa in stato di crisi o di insolvenza di proporre ai creditori un piano di soddisfacimento — in continuità aziendale o liquidatorio — che, approvato dalla maggioranza qualificata e omologato dal Tribunale, diventa vincolante per tutti.
Il concordato preventivo è accessibile finché l’impresa non è già dichiarata insolvente in sede di liquidazione giudiziale. Ma l’accesso tempestivo determina la qualità del piano: più risorse disponibili, più credibilità del percorso proposto.
In continuità aziendale, il piano deve dimostrare che i creditori ottengono più di quanto otterrebbero in caso di liquidazione. Questo confronto è tanto più favorevole quanto prima si interviene: un’azienda che funziona vale più di una in liquidazione.
Il CCII ha introdotto il concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio, accessibile al termine di una composizione negoziata non conclusa positivamente, e il PRO (Piano di Ristrutturazione Omologato) che consente condizioni diverse per classi di creditori anche in assenza di approvazione.
L’accesso tardivo al concordato preventivo, quando le risorse sono già quasi esaurite, riduce la capacità di formulare un piano credibile e aumenta il rischio di mancata omologazione o di conversione in liquidazione giudiziale.
La liquidazione giudiziale (ex fallimento) azzera la continuità, disperde il valore aziendale e comporta conseguenze personali rilevanti per i soci e gli amministratori. Il concordato preventivo — specie in continuità — preserva il tessuto operativo, i contratti e i rapporti commerciali.
La scelta non è sempre nelle mani dell’imprenditore: se il piano non è credibile, il Tribunale non omologa. La qualità dell’impostazione tecnica, la coerenza del piano e la gestione della proposta ai creditori determinano l’esito del procedimento.
Comprendere se il concordato sia ancora praticabile — e in quale forma — richiede un’analisi della posizione finanziaria, patrimoniale e dei flussi attesi. Non è una valutazione astratta.
Un confronto riservato per valutare la situazione concreta e le opzioni ancora disponibili.
Avvia un confronto riservatoQuando esiste una proposta credibile di soddisfacimento dei creditori — in continuità o liquidatoria — che la maggioranza qualificata possa approvare.
Deposito del ricorso e proposta, relazione del professionista indipendente, voto dei creditori, omologazione del Tribunale.
Impostazione del piano, adunanze, passaggi davanti al Giudice Delegato fino all'omologazione.