Cosa deve coprire la due diligence legale
La due diligence legale in un'acquisizione ha un perimetro che varia in funzione della dimensione della target, del settore e delle specificità dell'operazione, ma alcune aree sono invariabilmente presenti: la struttura societaria e la governance, i contratti commerciali rilevanti, il contenzioso in essere e potenziale, la situazione giuslavoristica, la compliance normativa, e — in modo sempre più rilevante — la situazione finanziaria e la posizione rispetto agli indicatori del CCII. L'area societaria e della governance verifica che la struttura della target sia quella rappresentata: chi sono effettivamente i soci, esistono patti parasociali non risultanti dalle visure ufficiali, le delibere rilevanti sono state adottate in modo corretto. Nelle PMI familiari — che rappresentano la maggior parte delle target in Italia — questo aspetto è spesso più complesso di quanto appaia: esistono accordi verbali tra soci, impegni non formalizzati, situazioni di governance condivisa tra generazioni. L'area contrattuale verifica i contratti rilevanti con attenzione alle clausole che potrebbero essere attivate dall'operazione: change of control, divieti di cessione, clausole risolutive collegate a eventi societari. Il change of control è una clausola sempre più frequente nei contratti con clienti e finanziatori, e può rendere un'acquisizione molto più complessa del previsto se non viene identificata in fase di due diligence.
La situazione finanziaria e il CCII nella due diligence
Un'area che ha acquisito rilevanza crescente nelle due diligence è la verifica della posizione della target rispetto agli indicatori di crisi del CCII. Non si tratta solo di verificare che i bilanci siano corretti — questo rientra nella due diligence finanziaria — ma di valutare se la target si trovi in una condizione che potrebbe attivare obblighi di intervento a carico degli amministratori o esporre l'acquirente a rischi non immediatamente visibili dai dati contabili. Gli elementi da verificare includono: il DSCR prospettico nei dodici mesi successivi all'acquisizione; la posizione in Centrale Rischi; l'esistenza di debiti fiscali e previdenziali scaduti; le eventuali esposizioni verso creditori privilegiati che potrebbero diventare rilevanti in caso di difficoltà post-closing. In alcune operazioni, la due diligence rivela situazioni in cui la target è già in una condizione che richiederebbe l'attivazione degli strumenti del CCII — ma gli amministratori non hanno preso le misure necessarie. Questo crea un rischio per l'acquirente: se procede all'acquisizione senza risolvere quella situazione, entra in un'impresa con obblighi pendenti. La gestione di questo rischio richiede una strutturazione dell'operazione che tenga conto della situazione finanziaria reale della target.
Il contenzioso: come valutarlo e come coprirlo
Il contenzioso in essere è una delle aree di maggiore incertezza nella due diligence: l'esito dei procedimenti giudiziali è per definizione incerto, e la valutazione del rischio richiede un giudizio che nessuna perizia può rendere meccanico. Nella pratica, la verifica del contenzioso parte dall'elenco fornito dalla target e viene integrata con verifiche autonome: ricerche nei registri dei Tribunali competenti per le procedure esecutive, verifica dell'esistenza di ipoteche o pignoramenti, ispezioni nei ruoli dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione per i debiti fiscali. La valutazione del rischio contenzioso determina, in larga misura, la struttura delle garanzie nei contratti di compravendita. Le clausole di indemnification definiscono il meccanismo di ristoro se una garanzia si rivela falsa — e la qualità di questa redazione è uno degli elementi che più influenzano la protezione effettiva dell'acquirente. Un contratto di acquisto che non ha clausole di garanzia chiare è un contratto che non protegge davvero.
Le clausole di allocazione del rischio nei contratti di acquisizione
Il contratto di compravendita delle partecipazioni è il documento in cui i rischi identificati nella due diligence vengono allocati tra venditore e acquirente. Le clausole principali includono: le representations and warranties, con cui il venditore garantisce la veridicità di determinate informazioni sulla target; i covenants, cioè gli impegni del venditore per il periodo che precede il closing; l'indemnification, cioè il meccanismo con cui il venditore risarcisce l'acquirente se una garanzia si rivela falsa; il meccanismo di aggiustamento del prezzo, collegato a variazioni della posizione finanziaria netta tra la firma e il closing. In Italia, le acquisizioni di PMI hanno spesso strutture più semplici rispetto alle operazioni su large cap, ma le clausole di R&W e indemnification hanno comunque un'importanza fondamentale. Le lacune nella redazione di queste clausole sono fonte di contenziosi post-acquisizione molto frequenti. Un contratto di acquisto di partecipazioni redatto con clausole standard non adattate alla specifica operazione genererà quasi certamente problemi — e il costo di quei problemi è quasi sempre superiore al risparmio ottenuto sulla consulenza legale.
Due diligence e crisi: le operazioni su target in difficoltà
Le acquisizioni di imprese in difficoltà — in procedure concorsuali o nel contesto di ristrutturazioni stragiudiziali — hanno caratteristiche molto specifiche. La due diligence in questi contesti è più urgente, condotta in tempi più compressi e con informazioni meno complete. Ma è anche più critica: i rischi nascosti sono spesso maggiori, e le garanzie del venditore hanno minor valore perché il venditore stesso è in difficoltà. In un'acquisizione nell'ambito di una procedura concorsuale — affitto d'azienda con opzione di acquisto, offerta nel concordato, cessione in sede di liquidazione giudiziale — la due diligence deve concentrarsi su elementi specifici: lo stato dei rapporti contrattuali, la situazione degli immobili e dei beni strumentali, i debiti che vengono accollati e quelli che rimangono in capo alla massa. In questi contesti, la velocità è un valore — le offerte hanno scadenze, i competitor si muovono rapidamente — ma la pressione temporale non può giustificare una due diligence superficiale. I rischi non identificati in questa fase rimangono con l'acquirente per anni. La combinazione di velocità e profondità di analisi è una delle sfide principali nelle acquisizioni di imprese in difficoltà — e richiede esperienza specifica in questo tipo di operazioni, non solo la conoscenza della normativa generale.
Valutazione iniziale entro 24 ore. Richiedi una valutazione.
Correlati: strumenti di regolazione della crisi · i professionisti · tutti gli approfondimenti
Il presente contributo ha finalità divulgative e non costituisce parere legale.